Entrambe le funzioni accettano l'argomento af che indica il tipo di indirizzo, e che può essere soltanto AF_INET o AF_INET6. La prima funzione, inet_pton, serve a convertire una stringa in un indirizzo; il suo prototipo è:
Converte l'indirizzo espresso tramite una stringa nel valore numerico.
La funzione restituisce un valore negativo se af specifica una famiglia di indirizzi non valida, con errno che assume il valore EAFNOSUPPORT, un valore nullo se src non rappresenta un indirizzo valido, ed un valore positivo in caso di successo.
La funzione converte la stringa indicata tramite src nel valore numerico dell'indirizzo IP del tipo specificato da af che viene memorizzato all'indirizzo puntato da addr_ptr, la funzione restituisce un valore positivo in caso di successo, nullo se la stringa non rappresenta un indirizzo valido, e negativo se af specifica una famiglia di indirizzi non valida.
La seconda funzione di conversione è inet_ntop che converte un indirizzo in una stringa; il suo prototipo è:
Converte l'indirizzo dalla relativa struttura in una stringa simbolica.
La funzione restituisce un puntatore non nullo alla stringa convertita in caso di successo e NULL in caso di fallimento, nel qual caso errno assume i valori:
La funzione converte la struttura dell'indirizzo puntata da addr_ptr in una stringa che viene copiata nel buffer puntato dall'indirizzo dest; questo deve essere preallocato dall'utente e la lunghezza deve essere almeno INET_ADDRSTRLEN in caso di indirizzi IPv4 e INET6_ADDRSTRLEN per indirizzi IPv6; la lunghezza del buffer deve comunque venire specificata attraverso il parametro len.
Gli indirizzi vengono convertiti da/alle rispettive strutture di indirizzo (una struttura in_addr per IPv4, e una struttura in6_addr per IPv6), che devono essere precedentemente allocate e passate attraverso il puntatore addr_ptr; l'argomento dest di inet_ntop non può essere nullo e deve essere allocato precedentemente.
Il formato usato per gli indirizzi in formato di presentazione è la notazione dotted decimal per IPv4 e quello descritto in sez. A.2.5 per IPv6.